mercoledì, 01 luglio 2009,21:11

P1010529In questi giorni, utilizzando una delle nuove stoffine (e qualche striscia nera di recupero), mi son fatta questo top.
Vi piace?
A me molto!
Anche se imperfetto (ehm, le bretelline! ) l'ho fatto io e ne sono molto fiera!
Inoltre è fatto su misura, non mi fascia la panzotta, è bello lunghino sui fianchi.
Beh, sono felice.

Penso di metterlo domani per il viaggio. Raggiungo il moroso per due settimane (abbondanti); infatti questo voleva essere un post di saluto!
(vabbè che ho si e no cinque lettori, ma sono educata e saluto tutti lo stesso )

Piccolo promemoria per la dieta: oggi pesavo 80 Kg. Spero di vedere un bel 79 al mio ritorno, ma mi accontento anche di non ingrassare!

Baci a tutti!

martedì, 30 giugno 2009,18:43

Bene, da oggi sono ufficialmente in vacanza.
Vabbè, forse dovrei dire "ufficialmente disoccupata", ma non ho voglia di deprimermi e voglio vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ho salutato tutti i miei innumerevoli colleghi. Forse a settembre li rivedrò, forse no. Alcuni mi è proprio dispiaciuto salutarli (la Paola, la Giuly! ), vabbè.
Oggi c'è stata anche una festa di doppio pensionamento, che è consentita in un mega pranzo. Aperitivo - antipasto - risotto - pasta - pesce con patate - roastbeef - vitello tonnato - dolci di tutti i tipi.
Io sinceramente non amo fare la schizzinosa a dieta in queste occasioni e ho magnato senza pensieri. Avevo anche pensato di non andarci, ma ho riflettuto che è una stupidaggine non festeggiare l'ultimo giorno di lavoro insieme a colleghi con cui mi trovo bene. Non è un pranzo abbondante a rovinarmi, no di certo. Dunque sono andata, ho assaggiati tutto, ma facendo porzioni molto mini. Penso di aver fatto bene!
Ora ho deciso di non cenare, tanto mi sono alzata da tavola alle 17, burp! Magari un po' di frutta più tardi.
Comunque la dieta va bene. Forse va avanti in maniera spannometrica, ogni tanto, ma va bene. L'ansietta se ne va da sè e io sono serena.
Giovedì parto. Raggiungo il moroso e me ne sto da lui per un bel po'. Il problema un po' sta qui, nel senso che questa volta vorrei davvero evitare di ingrassare di nuovo. Vorrei perdere almeno un chiletto. Speriamo.
Forse mi rifaccio viva intorno al 19-20 di luglio.
Però domani vorrei postare un lavorino di cucito nuovo nuovo, spero di finirlo.

sabato, 27 giugno 2009,12:58

Dovete sapere che mia madre è sempre stata magrissima. Solo negli ultimi 10 anni si è un po' rimpolpata, ma pesando sempre 60 Kg circa per 1,68 di altezza (quando si è spostata, a 23 anni, pesava 48).
Però nell'ultimo anno è ingrassata troppo. Non le va bene più niente della scorsa estate, proprio i pantaloni non le salgono oppure le mancano 4 dita per chiuderli. Penso sia intorno a 66-67 Kg.

Perchè lo scrivo?
Perchè ha deciso di mettersi a dieta.
Io ho pensato: "O adesso o mai più". Le ho detto: "Quasi quasi anche io, dai, sono curiosa!".
Può sembrare una cosa sciocca, ma sappiate che per me è un passo da gigante, una cosa enorme.
Io ho sempre nascosto ai miei il disagio verso il cibo. Era il mio segreto. Facevo la dieta cercando di fare in modo che nessuno se ne accorgesse, me ne vergognavo.
So che può sembrare assurdo (il mio moroso non se ne capacita), ma mi sono sempre vergognata e inoltre la quasi assenza di dialogo con mia madre ha fatto il resto.
Facevo la dieta di nascosto, e ovviamente era difficile il doppio.

Questa volta non ho ammesso di sentirmi a disagio, ma ho detto sorridendo: "Ma si, male non mi fa, provo". Come se di diete e di calorie non sapessi niente.
Ma è sempre qualcosa. Sto facendo la prima dieta "pubblica" della mia vita. Da due giorni, eh, non da tanto.
Mi sento diversa, sto piano piano prendendo a cazzotti la vergogna e la riservatezza che avevo e che mi bloccava. Ne sono felice. E' un grande passo, per me.
La dieta è una dieta scritta, con menù giornalieri, cose da pesare, ecc.
Non ho più voluto provare una cosa del genere, perchè l'unica volta che ci ho provato (anni e anni fa) il dca si è manifestato con potenza. Anzi, direi che si è potentemente aggravato dal quel momento. Il fatto di avere cibo "controllato", pesato, deciso a priori, mi ha fatto sentire soffocata, mi sono venute le crisi d'ansia, non ho dormito per notti intere di fila.
Ora però il dca è quasi sconfitto, e mi sembra di poter affrontare anche una dieta pianificata. E' una specie di prova del nove, per me. Ieri sera avevo un po' di ansietta, ma poi mi è passata e ho dormito. Fantastico.
Magari più avanti approfondisco alcuni concetti che ho piazzato qui velocemente. Ci terrei.

domenica, 21 giugno 2009,12:07

Il post di Brisky dello scorso mercoledì mi ha ispirato questo post (peccato che il suo blog è privato). Volevo infatti lasciarle un commento, ma poi ho pensato che il contenuto sarebbe stato molto lungo e forse valeva la pena farci un post. Dunque eccomi qui.
Ho già scritto una volta a proposito di libri che mi hanno aiutato a fare un po' di chiarezza sui soliti temi (cibo, dca, ecc.), testi che mi hanno sempre di più stimolato a curare la parte di disagio che non riguarda il cibo, essendo questa soltanto una conseguenza di altri disagi più forti.
Proseguendo su questa strada ho letto un altro libro di Louise Hay, "Il potere è in te". All'interno mi ha colpito molto il discorso sul cosidetto "bambino interiore". L'autrice afferma che nelle persone di tutte le età rimane, a livello psicologico, un bambino interiore che ha bisogno di amore, protezione, accettazione.
Quando da piccoli si sono subiti traumi o dolori (Brisky parlava dell'abbandono), può essere che da adulti ci portiamo dietro un bambino spaventato o addolorato, che non ci consente di vivere bene. Operare con il bambino interiore è una tecnica efficace per guarire queste ferite. Occorre parlare (si, di nuovo parlare da soli, lo so che sembra ridicolo) con lui, con dolcezza, scusandoci per gli errori che abbiamo fatto nei suoi confronti (ad esempio la noncuranza verso la sua voce). Poi proseguire il discorso facendo capire a questo bambino che ora l'adulto che è in noi lo proteggerà, lo accudirà, non permetterà che il bambino subisca di nuovo quello che ha subito. Questi discorsi vanno fatti non una sola volta, bensì spesso, in ogni occasione in cui si sente che sentiamo paura riguardo a situazioni collegabili a quanto abbiamo vissuto nell'infanzia.
Ad esempio io continuo a dire al mio bambino interiore che non deve avere paura, che da piccolo è stato spaventato a lungo da persone cattive (e nessuno l'ha protetto), ma che ora l'adulto interiore che convive con lui è in grado di proteggerlo, perchè è forte. Quando mi sento minacciata da persone aggressive o subdole sento l'esigenza di dire a quel bambino: "Non ti preoccupare, ora c'è un adulto forte con te, nessuno ti farà del male!".
Funziona in modo duplice: aiuto il bambino interiore a liberarsi dei traumi del passato e della paura che portano con sè, affermo me stessa come persona adulta e capace di badare a se stessa e di sostenere le difficoltà della vita.
Il libro di Louise Hay è interessante sotto altri punti di vista (ne ho già parlato lungamente QUI). Potrei stare qui a parlarne per molto tempo, ma scrivo solo un'ultima cosa. Mi ha colpito molto leggere che l'eccesso di cibo introdotto nel nostro corpo è generalmente legato, secondo l'autrice, al bisogno di protezione, è una manifestazione esterna della paura che dimora in noi. Io sono stata una bambina che non è stata protetta (non è stata colpa di nessuno, sia chiaro, io mi sono chiusa nel mutismo e nessuno si è accorto di niente) e ho costatemente bisogno (o forse avevo, parlo al passato) di sentire che qualcuno mi avrebbe protetta. Ricordo di aver spesso detto ai miei morosi se fossero disposti a proteggermi, non so da cosa. Un bisogno acuto, una grossa paura delle aggressioni degli altri (che si manifesta anche nella fobia dei ladri che entrano in casa di notte, che non a caso sta via via scemando), che probabilmente, se seguiamo il discorso della Hay, ho manifestato così, mangiando smodatamente per sedarla o farla vedere all'esterno (e manifestare così un disagio che non ho/avevo il coraggio di esprimere a voce).

sabato, 20 giugno 2009,22:46

top seta preDopo il discreto successo con il primo esperimento di refashion, mi sono buttata in un altro progetto analogo. Avevamo in casa una vecchia camicia in seta di mio padre, che ci scocciava buttare (prima foto). Un modello molto largotto anni '90, dunque fatto di parecchia stoffa.
Tra l'altro il capo era seminuovo (deve averlo comprato per qualche cerimonia, e poi abbandonato, chè mio papà è più tipo da jeans e maglietta).
Io ho pensato di farci un top per l'estate. Mi affascinava (che stupidina!) l'idea di avere un topo di seta. E poi il verde mitop seta post piace. Ero un po' titubante per i disegnini a ondine tono su tono, ma ho pensato che fossero tollerabili, in fin dei conti (io sono molto sobria, e le fantasie un po' mi disturbano).
Ho disegnato da me il modello, prendendo ispirazione dai tanti siti di cucito che visito.
Il risultato è "ammirabile" nella seconda foto! E' molto imperfetto, ma mi piace lo stesso.
E' stato un lavorone, però, a tratti snervante. Questa stoffa scivolosa "sgusciava" di qua e di là in continuazione. Un incubo.
Sembra che le spalline siano lunghissime, ma assicuro che è tutt'altro che scollato!

Poi questa sera mi è girato nella testa un pensiero velocissimo e, in mezz'ora, ho pensato e attuato l'accorciamento di una gonna che avevo e non mettevo. L'ho presa su una bancarella, un po' distrattamente; mi piaceva come mi stava sui fianchi, ma non avevo fatto tanto caso alla lunghezza "da nonna". Adesso, dopo un quarto d'ora di lavoro, mi arriva sotto il ginocchio ed è molto sbarazzina. Sono contenta.

La mia "Poderosa" si sta rivelando davvero utilissima!

domenica, 14 giugno 2009,21:31

Oggi un'altra pedalata con la mia amica .
Siccome avevamo paura del caldo abbiamo deciso di fare un percorso più breve del solito (35 Km, che sono comunque degni di nota) partendo presto (alle 8, avevo un sonnooo). Tutto ok (avevo scritto un post carinissimo sulla pedalata di oggi, ma il pc mi si è spento di botto, niente si è salvato e mi scoccia riscriverlo, sarò sincera).

Intanto spendo i miei giorni di vacanza forzata...
... cucendo: ho quasi finito un altro lavoro di refashion (un top da una camicia)
... leggendo: per ora ho per le mani "Ragazzo negro" di Richard Wright (lo consiglio), "Medicina naturale for dummies" (giuro, l'ho visto in biblioteca e l'ho preso) e ogni tanto do qualche morso a "Donne che corrono con i lupi". Leggo tantissimo dopo cena, sul balcone, mi arriva un po' di fresco e c'è un'atmosfera poetica.
... cucinando: la finta crepe dolce è stata sperimentata anche in versione salata con soddisfazione (mi nutrirei solo di quello, in questi giorni. Ah, e di melone, of course!). Pare un po' una tortilla, ma condivide qualcosa con la piadina. La farina integrale gli dà un saporino e una rusticità interessanti. L'ho riampita di mozzarella e pomodoro, piegata su se stessa e gnam! Ho anche fatto per la prima volta la salvia fritta (due foglie ciascuno, tanto per assaggiare... buona!)

giovedì, 11 giugno 2009,21:02

borsa bici 1Lo so che sembra assurdo, ma fino a ieri sono stata parecchio inquieta. E ciò si è trasformato in un mangiucchiamento continuo. Niente abbuffate, per carità, ma un sacco di schifezzuole ingerite nel corso delle giornate.
Poi questa mattina mi sono detta che non potevo andare avanti per molto e che, sebbene tutti gli interrogativi e il senso di disagio fossero ancora presenti (e lo sono ancora), sarebbe stato sciocco rovinarmi questo periodo dell'anno, così atteso, così utile per me dopo quest'ultimo anno di lavoro pesante.

E così, consapevole che la felicità sta (per me) nell'operosità (e nel sentirsi vivi, capaci e utili), ho cominciato a darmi da fare, prima con le cose piacevoli, per darmi il giusto sprint.
Ne è seguita una giornata di vacanza piena di cose e, lo posso dire, molto serena (sotto ogni punto di vista).

Nella foto uno degli esiti di questa produttività: ho realizzato una borsa per la bici. Modello mio, stoffa ikea, due ore circa di lavoro. Mi sarà di certo molto utile, era tanto che volevo farla.
Ma oggi ho anche:
pane- fatto il pane! nella foto è bianchiccio-malaticcio, causa flash, comunque è venuto buono (metà fariona integrale e metà normale).
- stirato
- raccolto i lamponi (ormai andiamo a un ritmo di circa un etto al giorno e, mi vergogno quasi a scriverlo, rischio di stufarmi a magiarli)
- sperimentato una ricetta a colazione, semplicissima e buonissima: ho fatto una specie di crepe (pastella di farina integrale e acqua, nient'altro), ancora calda e croccantina l'ho spalmata di un cucchiaino di marmellata di fragole.... yum, domani la rifaccio
- cucinato per tutta la famiglia
- letto un sacco

Bene, posso andare a letto serena!

martedì, 09 giugno 2009,20:22

Bon. Da domani sono ufficialmente disoccupata. Mi scade il contratto. Farò qualche lavorettino pagato "a parte", ma si tratta di 6-7 impegni al massimo da qui al 30 giugno.
La cosa non mi turba più di tanto. Ormai sono 7 anni di lavoro precario, ho fatto le cose più svariate, a momenti alterni. Lo so che qualcosa farò, non mi scoraggio. Ovviamente posso fare questo ragionamento perchè non sono una mamma single con tre figli e un mutuo da pagare, neh! (e ovviamente non farò eccessiva critica su come una laureata con 110 e lode sia ancora ridotta così)

Quindi da domani la fine. O un inizio, non so.
Io dico che è un inizio, l'inizio di una fantastica estate in cui non starò di certo con le mani in mano.
Da questa mattina ho cominciato un nuovo moleskine, che ho battezzato "il quaderno delle liste", e ho inziato a stendere la SUMMER MEGA LIST.
Per ora ho scritto 19 cose che vorrei fare, ma di certo me ne verranno in mente molte molte altre (conoscendomi). Tra di esse c'è anche una cosa con cui vorrei fare una sorpresa ai miei (2 o 3, ormai) lettori. Dunque, stay tuned!
Oggi ne ho anche messa in pratica una: ho sistemato tutto il baule delle stoffe (non trovavo mai niente).

Per il resto sto ancora in crisi. Ma penso sempre che in queste cose la crisi equivale ad una crescita. Quindi sto con il cervellino sveglio a captare la lezione che deve arrivarmi.
Sono un po' giù, anche se non si direbbe.

Intanto ascolto questa canzone. Mizzega, è come se deve dirmi qualcosa, come se richiamasse una nostalgia strana...

lunedì, 08 giugno 2009,14:57

Mea culpa.
Sigh.

Quando arriva il moroso (o vado io da lui) va sempre a finire che prendo peso.
E siccome lo perdo alla velocità di un bradipo (per scelta), va sempre a finire che in una settimana riprendo ciò che ho perso il mese prima.
Quando lui è qui perdo il controllo: ci soffermiamo di più a tavola per parlare, tra di noi o con i miei cari (e ciò è bene, se non fosse che tendo a spizzicare); andiamo in giro e magnamo (e scusate, ma io non posso andare in montagna senza farmi una bella dose di polenta e una cioccolata su tavoloni di legno del rifugio; e poi il formaggio delle mucche con cui "condividevamo" l'edificio era una goduria); ogni motivo è buono per festeggiare (cena al cinese appena è arrivato, questa volta; e per fortuna che è saltata una grigliata a casa mia).
Insomma, qua bisogna che studio una strategia o analizzo meglio la situazione. A luglio andrò da lui per due settimane, e dico tutto. Insomma, c'è qualcosa che va modificato nel mio comportamento.

Intanto ieri sera ho letto in rete un post che mi ha fatto venire un dolore così forte, che quasi quasi ricadevo in un'abbuffata. Non è successo, perchè ormai sono immune (dita incrociate). Però quasi quasi... ho buttato già circa 250 Kcal di schifezzuole. Ma non è questo il punto. Il punto è il post incriminato. E' scritto da una persona che seguo da un po' e ritengo intelligente. Non metto il link (e non chiedetelo) proprio per l'opinione che ho di lei. Non mi interessa attaccarla, nè altro. Mi interessa solo qui parlare dell'argomento e del fatto che molti condividevano le sue idee (nei commenti). E ho capito ancora una volta di più che nei problemi con il cibo e la ciccia, beh, o ci passi oppure non capisci un bel niente. E rischi di fare male a chi ha questo problema.
Scriveva di disprezzare le persone grasse, di essere urtata da chi si lamenta del proprio grasso e poi piange sul gelato appena trangugiato. Scriveva frasi tipo "non c'è nessuno che ti sta obbligando a mangiarlo, no? e allora perchè lo mangi, dato che sei grasso?". Diceva che, invece di lamentarci, potremmo tutti (noi grassi, mi ci metto anche io) darci da fare, seguire una bella dieta e fare del moto. E invece (secondo lei) noi ce ne freghiamo bellamente, mangiamo in allegria, e poi ci lamentiamo. Diceva di non avere alcuna pena per noi, ma disprezzo.
Ecco, io che ho passato del tempo a dirmi "non farci caso se qualcuno ti guarda mangiare; mica sta pensando che sei grassa e dovresti posare tutto", ieri sera mi sono sentita gli occhi di mezzo mondo addosso. Mi sono detta che invece la gente guarda cosa mangi e fa pensieri come quelli esposti sopra, e ti disprezza. Mi è venuto in mente che, quando ero magra, lo facevo anche io.
E penso di essere osservata (anche dagli amici più cari, che non conoscono questi probelmi di persona) come una che si gode la vita e la tavola, che non pensa al suo aspetto e si trascura e "dovrebbe fare una bella dieta e del moto, invece di mangiare". Perchè chi non ci passa non capisce. La mette giù facile. Nemmeno il mio moroso, che si è sforzato tanto e mi ama, riesce a cogliere. Perchè dovrebbe riuscirci il mio amico del cuore, magro da sempre? Solo ad un'amica ho confidato i miei problemi e mi ha capito perchè anche lei ha avuto un passato di rischio-anoressia (per fortuna non ci è caduta, ma è stata un po' in bilico).
E ieri sera sono stata male. Perchè mi è parso chiaro che metà del mondo non capisca il DOLORE che c'è dietro. Che c'è davvero qualcuno che ci obbliga a mangiare quel gelato, e siamo noi stessi, perchè senza quel gelato non sapremmo come altro fare per tollerare il dolore. E ci obbligano anche le persone che ci hanno fatto male e continuano a farlo. Chi lo sa, di queste persone, che studi psicologici dicono che più della metà delle persone con dca ha subito una violenza sessuale o delle molestie?
E chi pensa queste cose non sa che il cibo non ce lo godiamo per niente (io nelle abbuffate mangiavo anche quello che mi faceva schifo; io nelle abbuffate piangevo perchè avevo mal di pancia e non volevo mangiare più e non riuscivo).
Non è questione di godimento, di trascuratezza, di poco volontà o altre di queste stupidaggini, come credono loro.
Se fosse così ora sarei un fuscello.
E mi dispiace sentire tante persone che sostenevamo queste stesse cose.
Insomma, sono andata in crisi nera.
E non so bene come riprendermi (oggi non sto facendo stupidaggini, ma pensare al cibo e al peso mi rende molto inquieta).

domenica, 07 giugno 2009,09:52

Mi sto squamando la faccia tipo lucertola (mannaggia alla mia pellina delicata  ), ma sono tanto FELICEEEE!!!

Ho passato una fantastica settimana con Uvamoroso, da cui mi sono fatta abbracciare un numero infinito di volte (Dio, ma perchè ha quelle spalle larghe così figose? perchè? mi fa venire voglia di farmici risucchiare).
Siamo andati in montagna, precisamente in Val di Rhemes. Abbiamo dormito ad una quota non altissima, perchè temevo il freddo (infatti c'era ancora neve dappertutto); per 70 euro totali abbiamo passato due notti qui (Le Vieux Creton): un bel posticino, con stanze dotate tutte di angolo cottura, in una baita dal Seicento ristrutturata benissimo, con l'orto, la stalla delle mucche praticamente nello stesso edificio... un vero agriturismo!
Siamo saliti al Rifugio Benevolo, tra neve, cascate e ruscelletti, marmotte, camosci che si rincorrevano sulle pareti opposte, stambecchi che si stagliavano in alto sulle cime. AAAh, benone, per quest'anno ho avuto la mia dose!  (certo, se non mi ustionavo la faccia era meglio, ma comuuunque...)